Transazioni economiche: stop alla corruzione

Da vent’anni, la Convenzione dell’OCSE sulla lotta contro la corruzione guida l’impegno internazionale per instaurare regole di concorrenza eque e paritarie per la prosperità delle imprese e dei cittadini.

Quali sono i temi?

Ritardi nella fornitura di servizi pubblici ai cittadini, allocazione inefficiente di preziose risorse, inutili costi aggiuntivi, strade e ferrovie in cattivo stato, edifici e ponti trascurati — sono solo una parte delle dannose conseguenze della corruzione che spesso colpiscono duramente le fasce più povere e più vulnerabili della popolazione.

Eppure, solo vent’anni fa, la corruzione era ampiamente accettata come una componente normale delle attività imprenditoriali internazionali. In molti Paesi, le tangenti erano perfino considerate come una spesa detraibile dalle imposte. Oggi, l’opinione del pubblico è cambiata e queste pratiche iniziano a essere denunciate in tutto il mondo: eliminare la corruzione diventa pertanto una necessità.

Quali sono le soluzioni?

Oggi, 44 Paesi hanno firmato la Convenzione dell’OCSE sulla lotta alla corruzione, tra cui tutti i Paesi membri dell’Organizzazione e diversi Paesi partner (Argentina, Brasile, Bulgaria, Colombia, Costa Rica, Perù, Russia e Sud Africa). La Convenzione trasforma in reato la corruzione di pubblici ufficiali stranieri. I Paesi firmatari si sono impegnati a incriminare la corruzione di pubblici ufficiali stranieri e ad attuare politiche incisive per prevenire, individuare, indagare e sanzionare i casi di corruzione, nonché a cooperare a livello internazionale in modo tempestivo ed efficace.

La ratifica della Convenzione dell’OCSE sulla lotta alla corruzione è solo il primo passo. Attraverso un rigoroso sistema di monitoraggio, il Gruppo di lavoro dell’OCSE sulla corruzione garantisce che i Paesi rispettino i loro impegni e che migliorino continuamente i propri sistemi di lotta alla corruzione.

Prima che la Convenzione dell’OCSE sulla lotta alla Corruzione fosse ratificata nel 1997, non esisteva un quadro di riferimento multinazionale efficace di prevenzione e di procedimento penale contro la corruzione.

Lorretta E. Lynch Ex procuratore generale degli Stati Uniti

Quali sono gli impatti?

In più di 20 anni, la Convenzione dell’OCSE sulla lotta alla corruzione ha permesso di sanzionare circa 800 persone giuridiche e fisiche per corruzione estera, con almeno 125 arresti e oltre 500 indagini in corso in 30 Paesi.

La Convenzione ha inoltre contribuito a rafforzare i dispositivi di protezione per chi denuncia e a generalizzare l’introduzione della responsabilità penale delle imprese, non solo in materia di corruzione estera. Ciò ha costretto molte imprese in tutto il mondo ad attuare programmi di deontologia e conformità o a migliorare i dispositivi già esistenti per individuare e prevenire comportamenti scorretti.

Esemplare in tal senso è stato il successo della sanzione inflitta nel 2016 al conglomerato internazionale del settore edile Odebrecht e alla sua società controllata, che hanno dovuto pagare la più alta sanzione pecuniaria mai applicata in un caso di corruzione estera, per un totale di 3,5 miliardi di USD. Brasile, Svizzera e Stati Uniti, tutti Paesi firmatari della Convenzione anticorruzione, hanno lavorato in stretta collaborazione nell’ambito di quello che il Dipartimento della giustizia statunitense ha definito “il più grande caso di corruzione estera nella storia”. La multa record è stata utilizzata per risarcire le vittime e le casse pubbliche. Gli impegni assunti dal Brasile nell’ambito della Convenzione sulla lotta alla corruzione dell’OCSE hanno inoltre contribuito all’adozione di una nuova legge nel 2014, che ha consentito al Brasile di ritenere società come l’Odebrecht, responsabili dei loro atti di corruzione, sia a livello nazionale che internazionale.

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