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OECD Secretary-General

Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) Riunione: Rilanciare la crescita e ampliarne i benefici

 

Osservazioni di Angel Gurría

Segretario generale dell'OCSE

02 aprile 2019 - Roma, Italia

 

 


Onorevole Rettore e Vicepresidente Prencipe, Caro Ambasciatore, Cari amici,


Sono lieto di essere all'Università LUISS, una delle più prestigiose e rinomate istituzioni accademiche italiane. Ringrazio gli organizzatori per avermi invitato a parlare delle sfide economiche dell'Italia sulla base dell’ultimo Rapporto dell’OCSE sull’economia italiana che ho appena presentato al Ministro Tria. Permettetemi anche di aggiungere che questa è una grande opportunità per ascoltare le vostre opinioni, voi siete una generazione che senza dubbio svolgerà un ruolo chiave nel garantire la futura prosperità di questo Paese.

 

Una ripresa in fase di stallo e numerose sfide da affrontare

Negli ultimi anni l'Italia ha conosciuto una modesta ripresa economica che ha portato ad una crescita media dell'1,1% tra il 2015 e il 2018. A seguito di importanti riforme del mercato del lavoro, l'Italia ha anche registrato dal 2015 un significativo aumento del tasso di occupazione, pari a 3 punti percentuali. Sono stati inoltre osservati altri miglioramenti incoraggianti, come l'orientamento delle industrie esportatrici italiane verso prodotti a più alto valore aggiunto.


Nonostante questi risultati, l'Italia continua ad affrontare importanti sfide economiche e sociali. La ripresa economica ha decellerato piú velocemente che altrove ed è oggi in una fase di stallo. Nelcontenpo, il tenore di vita materiale, in termini di PIL pro capite, è più o meno identico a quello del 2000. Negli ultimi sei anni, i tassi di povertà tra i giovani e gli adulti in età lavorativa sono più che raddoppiati, raggiungendo il 10%. Inoltre, la mancanza di opportunità di lavoro costringe un numero crescente di giovani a lasciare il Paese: i tassi di emigrazione hanno raggiunto il livello massimo degli ultimi 40 anni.


Anche le disparità in termini di reddito e di benessere sono notevoli e vi sono importanti disparità di genere: l'Italia registra ancora uno dei tassi di occupazione femminile più bassi dell'OCSE (49,5% nel 2018). Il quarto più basso tra i Paesi dell’OCSE dopo il Messico, la Grecia e la Turchia.


Sul fronte economico, l'elevato debito pubblico (pari al 132% del PIL) rappresenta un onere, soprattutto per le giovani generazioni. Ciò limita la capacità della politica di bilancio di contrastare i problemi sociali ed economici e presenta gravi rischi per la stabilità del sistema bancario, duramente conquistata. Ridurre il rapporto debito/PIL dell'Italia rimane quindi una priorità.

 

Affrontare le sfide strutturali: principali raccomandazioni

Per affrontare molte di queste sfide, il nostro rapporto economico sostiene che l'Italia ha bisogno di un pacchetto di riforme pluriennali in grado di promuovere una crescita più forte e inclusiva. Permettetemi di sottolineare alcune raccomandazioni:


In primo luogo, promuovere una crescita inclusiva riducendo al tempo stesso il debito pubblico. Come fare? Dobbiamo aumentare l'occupazione e la crescita della produttività dell'Italia. Dobbiamo muoverci verso una crescita centrata sulle persone, accompagnando la trasformazione strutturale del mercato del lavoro e investendo in capitale umano, una più ampia strategia di innovazione e programmi che rafforzano il dinamismo del mercato del lavoro e la sua sicurezza, fornendo garanzie sociali ai lavoratori temporaneamente inattivi.


Sarà anche necessario rafforzare la concorrenza nei mercati protetti, stimolare l’innovazione inclusiva e le dinamiche aziendali, completare l’attuazione della nuova legge fallimentare, eliminare gli ostacoli che frenano la crescita delle PMI e migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione rafforzando la responsabilità e la trasparenza.


In secondo luogo, affrontare i grandi divari sociali e regionali. L'Italia ha una spesa sociale pubblica tra le più alte dell’area OCSE (28% del PIL), in gran parte attribuibile all'elevata spesa pensionistica, e deve anche far fronte a numerose sfide sociali. I fondi supplementari che il reddito di cittadinanza destina ai programmi di contrasto alla povertà stanno contribuendo a ridurre le disparità sociali e regionali, ma per evitare di generare “trappole della povertà”, gli incentivi al lavoro devono essere rafforzati. La riduzione del reddito di cittadinanza, l'introduzione di prestazioni a sostegno del reddito per i lavoratori a basso salario e la semplificazione del sistema fiscale sono misure che vanno nella giusta direzione.


In terzo luogo, occorre anche migliorare la qualità della spesa pubblica. Le revisioni della spesa pubblica dovrebbero essere inserite nel bilancio annuale. L’abbandono del sistema di prepensionamento introdotto nel 2019 libererebbe inoltre risorse per stimolare l'occupazione e le opportunità per i giovani.


Infine, l'Italia dovrebbe anche rafforzare gli investimenti pubblici e l'efficacia delle politiche di sviluppo regionale. Il progetto di creare un'unità centrale di supporto tecnico per rafforzare la pianificazione degli investimenti pubblici arriva quindi al momento opportuno. È importante che le iniziative volte ad accelerare la pianificazione e l'esecuzione dei progetti infrastrutturali, preservino il potere dell'autorità anticorruzione, in modo da non compromettere l'efficace lavoro che ha finora svolto.

 

È essenziale dare potere ai giovani

Permettetemi di concludere con una raccomandazione fondamentale: la necessità di dare potere ai giovani italiani. Devono affrontare – dovete affrontare - un contesto molto difficile. La disoccupazione giovanile è superiore al 30%. Inoltre, una percentuale elevata di giovani, soprattutto nelle regioni meno sviluppate, non lavora, non studia e non è inserita in nessun percorso di formazione, e ciò riduce il capitale umano e danneggia le prospettive occupazionali.


Un modo per promuovere l'occupazione giovanile è ridurre i contributi sociali per le imprese che assumono persone con un primo contratto a tempo indeterminato. L'Italia può anche fare di più per valorizzare lo spirito imprenditoriale dei giovani italiani sostenendo la nascita e la crescita di imprese innovative, perseguendo e rafforzando alcune iniziative recenti come la legge sulle start-up e lo sviluppo del capitale di rischio. Inoltre, anche il rafforzamento della collaborazione tra industria e università e lo sviluppo dell'industria del venture capital possono generare nuove opportunità per i giovani.

 

Signore e signori, cari studenti,

Stiamo attraversando un momento difficile. I nostri Paesi devono lasciarsi alle spalle il pessimismo derivato dalla crisi economica e accelerare il passo grazie a una crescita più inclusiva e sostenibile. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo cambiare, dobbiamo trasformarci, dobbiamo trasformare, dobbiamo riformare. E avremo bisogno, più che mai, della spinta e dell'innovazione dei giovani. Abbiamo bisogno della vostra energia e della vostra creatività per realizzare questo cambiamento e migliorare. Come ha scritto Lorenzo Jovanotti in una delle canzoni di un album recente: "Attratte verso il centro della terra le cose cadono / Qualcuno che alza gli occhi e si ribella / Le cose cambiano”.


Ecco perché dobbiamo dare potere ai giovani. Ecco perché dobbiamo dare potere a voi. Perché si possono cambiare le cose! Contate sull'OCSE! Grazie.

 

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